C. MELLERI

 

ALLEVAMENTO E CURA

Proviene dalla regione della Tanzania e raggiunge la ragguardevole dimensione di circa 60-65 cm.

Non è possibile distinguere i due sessi solo dall’aspetto, ma bisogna basarsi osservando il comportamento degli individui messi nello stesso ambiente.

Se avviene una violenta ed immediata aggressione, si tratta sicuramente di due maschi, se invece si nota un corteggiamento tra i due si tratterà di un maschio ed una femmina, in periodo riproduttivo (Novembre, Gennaio).

Se invece si nota un disinteresse, allora si avranno due femmine o maschio e femmina fuori dal periodo riproduttivo.

C. Melleri non è un esemplare facile da allevare, l’errore più comune è quello di voler allevare C. Melleri in un terrario standard, necessita invece di ambienti molto grandi e molto ventilati, sviluppati in altezza e con misure minime di 140x90x140h.

La ventilazione è molto importante, dato che , C. Melleri proviene da un ambiente molto umido.

E’ quindi consigliabile, come terrario, una grossa gabbia da uccelli, o un terrario fatto di rete, questo riduce eccessi di calore che risulterebbero fatali per il nostro C. Melleri.

Per arredare il terrario, io consiglio, rami con diametri di diverso tipo, ma sempre piuttosto robusti, date le dimensioni raggiunte. Si possono usare piante vere come: ficus, schefflera, pothos ecc.

Molto importante, per allevare C. Melleri, è di tenere un solo esemplare per terrario, né con altri animali, altrimenti si rischia di perdere l’animale per il forte stress.

Solo se possediamo terrari veramente enormi, (un amico usa serre per fiori con queste dimensioni 300x200x250h, ottenendo ottimi risultati) possiamo allevare una coppia adulta, senza correre rischi.

Negli anni passati ci sono state delle controversie sulla provenienza di C. Melleri, alcuni sostengono che abiti le savane, e quindi provenga da ambienti caldi e aridi, altri invece pensano che provenga da altipiani o addirittura da montagne, quindi da un ambiente fresco e umido. Secondo la mia esperienza e tenendo in considerazione la notevole esperienza di un amico allevatore, che qui approfitto per ringraziare, sono favorevole alla seconda ipotesi per due motivi: i tempi di incubazione delle uova sono brevi (5 mesi circa) così come per tutte le specie montane (quadricornis, montium, pfefferi, oweni, wiedersheimi, cristatus ecc.) inoltre si è allevato con maggior successo in ambiente fresco con temperature diurne di 23°- 27° ed elevata umidità con un calo notturno fino a 18°- 20°.

Per mantenere l’umidità ottimale bisogna nebulizzare il terrario 2-3 volte al giorno, in estate aumentare le volte per contrastare le temperature elevate.

Non dimenticate di tenere pulito l’ambiente, rimuovendo gli escrementi giornalmente.

L’alimentazione, come per tutti i camaleonti, è di tipo insettivoro, in natura si nutre di grilli, cavallette, mosche, vermi, ragni e tutto quello che sia a portata di lingua.

Essendo uno dei camaleo più grandi del mondo, è addirittura in grado di catturare e mangiare piccoli uccelli, che accetta volentieri anche in cattività, ma comunque non è necessario. In cattività dobbiamo comunque offrirgli una dieta il più variabile possibile, grilli, locuste, scarafaggi tropicali, vermi ecc.

Per problemi di spazio, alcune nozioni , riguardanti i camaleonti in genere, ma non meno importanti, sono state collocate nella pagina "CAMALEONTI", dategli una occhiata !!!

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